TEATRO LA FENICE
LIA
Dramma lirico di M. MARCELLO
Musica del M° Cav. F. SCHIRA
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Venezia 1870, lp, della ditta Riz
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DRAMMA LIRICO IN 5 ATTI
DI
IH MARCELLO
MUSICA DEL MAESTRO
Cav. FRANCESCO SCHIRA
da rappresentarsi
AL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA
NELLA QUARESIMA 1876
IMPRESA DEL D.r CARLO GARDINI. "n
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Proprietà esclusiva, per tutti i paesi, della musica e libretto
di
TITO DI GIO: RICORDI di Milano,
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IR Dirilti di traduzione, ristampa riservati. 00
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PREFAZIONE
In un secolo come il nostro scevro di superste
zioni, n un secolo che condanna le Samt-Barthélemy,
‘che impreca ai roghi dei Torquemada, in un secolo
che proclama l equaghanza degli uomini, qualunque
sta èl loro culto, st può senza esttanza trattar un ar-
gomento, che è una prova di più, come fossero inuz
mane ed ingiuste le persecuzioni, qualunque fosse dt
persecutore, qualunque il perseguitato. Sorretti da
questa certezza l autore dettò il presente libretto - ed
il Maestro l ha musicato.
i ... Digitized by the Internet Archive si
in 2021 with funding from co ;
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Lorenzo, Jagistrato del
Villaggio
Rodolfo, suo figlio .
rm Parroco del Fillaggio
ALaddalena, sua nipote .
Raimondo, muestro di
scuola
Bernardo, barbiere - chi-
rurgo
Lia, giovane israelita
Geltrude, botlegaia .
Adamo, vecchio israelita..
%
Sig. Marelli Giuseppe
» Bresciani Luigi-Filippi
Îanti Caetano
Siga Bernstein Rosa
Sig® Bertolasi Zenone
d, trucco. Pietro
Sig. serali Caterina
Allievi Marietta
Sig” NON
Abitanti del Villaggio. — Uomini, Donne e Ragazzi.
Suonatori ambulanti,
Ballerini, Ballerine ece.
La scena è in Stiria nel XV Secolo.
ATTO PRIMO
tn
Piazza del Villaggio. — Montagne nel fondo — Un ponte attraversa un tor
- rente. — Da una parte la Parrocchia, Case interno.
SCENAMTPERIMA
Si ode l'organo entro la Chiesa ed i fedeli cantano
CORO
O crux, ave, spes mea
Hoc passionis tempore
Piis ad ange gratiam
Reisque de te crimina
Te fons salutis Trinitas
Collaudet omnis Spiritus
Quibus crucis vietoriam
Largiris adde premium
Amen.
(Ferminato l’inno escono dalla Chiesa uomini e donne che
si disperdono di qua e di la: poi esce Maddalena, la
quale dopo aver guardato la gente sì fa innanzi)
Compiuti sono i sacri riti.... E lui
Nella chiesa non vidi! Invan col guardo
To l’ ho cercato avidamente intorno.
Mancar in questo giorno
Agli uffici divini onde suo padre
Altamente ne soffre! Un cangiamento in esso
Notai da qualche tempo:
K torbido, esaltato,
Fugge la gente e 1 suoi; star solo ei brama
E la sua Maddalena ahi! più non ama.
I
» Nati, ed insiem cresciuti -
» Quai teneri arboscelli
5 LIA
» Fummo finor creduti
» Pel nostro amor, fratelli ;
» Compagno del mio riso
» Compagno del dolor.
» Ei mai da me diviso
». Non fu sinor
» Oh come rapidi
» Passàr quegli anni,
» O come presto sorsero
» I disinganni!
» Dunque sì bella età
» Mai più non tornerà? »
Il:
Un giorno ei mi donava
Questo d’argento anello,
K in fronte mi baciava
In riva del ruscello
Da quell’istante io fui
Assorta in un desir
Viver unita a lui
Nell’ avvenir.
Oh! come rapidi
Passàr quegli anni
Oh! come presto sorsero
I disinganni |
Dunque sì bella età
Mai più non tornerà ?
SCENA TSECONDA
Î! Barroco e Haddalena, quindi Lorenzo,
Raimondo ed alcuni Cortadini.
PARR. (accorgendosi della commozione di Maddalena
che va a dbaciargli la mano) | >
er
ATTO PRIMO 9
In pianto o giovinetta
Nell’ april della vita ®
— mapp. (forzandosi ad esser tare) Anche l'Aurora
PARR.
MADD.
PARR.
Ha le lagrime sue.
Ma son rugiada
Che vivifica i fior.
VI veggo, ed ogni
Nube scompar. Appunto 10 v'aspettava
Per favellarvi ancor di quella donna.
Di Lia? Se dessi ascolto ai sensi miei
Ricovrata l’ avrei,
Ma l'arbitro non son io del villaggio
Se qui venisse, il popolo a tumulto
Si leverebbe ... Prega il buon Lorenzo
Il nostro Magistrato ... eccolo appunto.
Lor. (avanzandosi molto turbato seguito da Raimondo
e daalcuni ville)
Non si vede Rodolfo (a Maddalena)
mavp. (accostandosegli con grazia) Oh! buon Lorenzo
RA],
MADD.
LOR.
MADD.
Non v'affliegete; ignota e grave causa
Forse lo tien lontano.
Purchè la miscredenza e l’ eresia
Non gli abbian guasto il core e l’ intelletto.
E vile un tal sospetto.
Oh! povera fanciulla,
S'ei fosse qual lo credi, egli sarebbe
Or qui fra noi, rendendomi felice
Coll amarti, e la mano a te chiedendo.
E sarà reo per ciò? Via ritornate,
Padre, di buon umore
Che un favor v'ho da chiedere.
Lor. (tutto sollecito st fa ad ascoltarla ) Un favore!
mapDp. (frae innanzi Lorenzo accennando a tutti de a-
scoltarla)
Stanchi, affamati e poveri
10 LIA
K da ciascun fuggiti
Nel vicin bosco albergano
Alcuni Israeliti:
Un vecchio affranto e cieco
E un gracil bimbo, han seco
Cui veglia una donzella
Alteramente bella.
Se in seno avete viscere
Non sorde alla pietà
Chieggo per lor ricovero...
E grazia, è carità.
rar. (facendosi innanzi scandalezzato e volgendosi al
Parroco) Che udii! Non posso credere
In lei tai sensi in petto
Giunge perfino a chiedere
Per lor da noi ricetto.
LOR. Deh! vi calmate, l'odio
V’accieca, o Raimondo
RAI Tal stirpe abbominevole
Chio esèero, non nascondo. .,
Le leggi pur s' oppongono
Ch'abbiano qui ricetto
. Queste reliquie profughe
D'un popolo rejetto.
MADD. Ma figli son d’ Adamo
Come siamo noi!...
LOR. Dobbiamo
Usar pietà con essi!
PARR. Sono infelici e oppressi!
E il vero Cristiano
Stender dee lor la mano;
L'uno a perire è prossimo.
E farisaico insulto
Pria d’ajutarlo chiedere
Qual abbia fede e culto.
ATTO PRIMO iN
RAI Ma voi dal vostro pergamo
Difendere osereste
Queste tribù funeste
so Che il cielo abbandonò ?
?. PARR. Son miei fratelli gli uomini...
RAI. Non tremereste ? .
| PARR. /con convinzione profonda) No.
(RAI. /vimane costernato e senza parola)
MaDD. (è contenta — Momento di silenzio)
RAI. (@ parte) A rio presagio s'è Il core aperto...
Io temo sempre d’ esser scoperto!
Ho de’ miei padri la fè tradita
Vivendo ignota quivi la vita:
Ma guai se un giorno cadesse il velo
Che questo apostata finor celò!
Solo in pensarlo; mi coglie un gelo,
A tanto dubbio regger non so.
PARR. (sempre rivolto a Raimondo)
Questo insensato soverchio zelo
Consiglio o legge non è del Cielo,
Per ispirarci sensi d'amore,
Uomo s'è fatto il Rendentore,
Egli ne diede spesso l’ esempio,
E i suoi-dettami non tradirò.
Oprar sarebbe selvaggio ed empio
Non ajutarli quand'uno il può.
mapp. (dall'altra parte parlando a Lorenzo)
Se quei tapini veduti aveste
Col cor comosso li accogliereste.
Sulle montagne, dentro le selve
Vanno raminghi come le belve.
Voi siete padre e magistrato
E non indarno v'implorerò.
Della sant’ opra rimunerato
Dal cielo istesso pol vi vedrò.
19 LIA
LOR. Le tue parole, pia Maddalena
M' han di pietade l’alma ripiena.
Saran soccorsi quegl infelici
Ricoverati come tu dici...
Perchè raccolti sien nel Villaggio
In quanto io posso non m° opporrò.
Anche dal volgo rozzo e selvaggio
Col mio potere li coprirò. 1
RAI. (come scuotendosi dal suo terrore, più feroce di
prima) Perchè gli accoglierem dunque tra noi
Quando sì vede la civile Europa
Dappertutto scacciarli? E mentre siamo
Cattolici fedeli
Men severi sarem de’ Luterani ?
Non li terrem da noi sempre lontani?
(a queste parole dette ad alta voce gente accorre da più
parti) i
SCENA TERZA
Bernardo, Geltrude, Donne, Paesani e detti.
GELT. Che baccano!
BERN. Oh! Maestro, voi strillate
“ Come quando spiegate il Catechismo
Al vostri biricchini
GELT. Che cosa c'è?
RAI. (erontco) La bella Maddalena
Vuol che si dia ricetto nel Villaggio
Ai figli d' Israello,
BERN. È un imprudenza.
GELT. Saria follia.
RAI. (© Madd.a Loren. al Parr.) Udite?
BERN, E pazza! indicando Maddalena)
PARR. /@ tutt) —©Oh figli mieil
ATTO PRIMO CIR
Questa buona fanciulla altro non chiede
Se non di ricovrar per qualche giorno
Una povera donna
Un vecchio cieco, e un piccolo bambino.
GELT. (titubando) Un bambino!
BERN. (riflettendo) Una donna!
PAESANI (fra loro) Un cieco e vecchio!
BERN. A ragionare un poco io m° apparecchio
(tossisce, si soffia il naso e comincia con sussiego)
Io conosco questa razza
Ch° è venuta giù d’ Oriente,
Di sue donne ogni uomo impazza
Sedurrian persino il diavolo
Qui da noi non ne troviamo
Chè in Istiria non ne abbiamo,
Qui la legge è sempre in voga
Che ad escluderli si sfoga.
Donne, udite! I vostri amanti
Perdereste, tutti quanti,
Ed avreste tristi fatti
Se a lor reti fosser tratti
Nè Mercurio, Apollo o Bacco
Li torrian dal loro sacco!
Dio li liberi dal guajo
D’indossar d’ Ercole il saJo!
Ben conosco 10 la farina
Di quel pan di tradimento
E tremenda la rovina
È infinito quel tormento.
Concludendo, amici cari,
E per dir la verità
E il migliore degli affari
Che non vengano mai qua.
eeLt. e Paesani Ben parlato!
(Si odono grida interne il cui rumore si avvicina)
l4 LIA
(voor confuse di dentro) Eccola, è rea!
MaDD. (@ Loren. e al Parr,) Difendetela!
RAI. (@ Bern. e Paes.j Sì uccida!
PARR. Ah! tal scena io prevedea!.
MADD. (@6 Parr.) La salvate.
PARR. (rassicurandola) In me ti affida.
{Si vede traversare il ponte correndo una donna scarmi-
gliata, guardandosi indietro come chi teme d’ essere
insequito)
SCENA QUARTA
Lia e detti
CORO Sangue! Morte! Pera, pera,
La malvagia Fattucchiera!:
LIA (so arresta in mezzo alla scena e si volge a tutti
con sicurezza) ;
Io son qua! Che si vuol ?
RAI. ( facendosi imnanzi quasi atterrito)
E tu, che vuoi,
Donna dal Ciel dannata ?
LIA (con maestoso disprezzo) Nulla da voi...
Io cerco... (guardando intorno) .
MADD. (pretosamente) Hai fame? hai sete?
LIA Non sono una mendica
(Non lo scerno... ei non c’è.)
(Lia è rimasta sola in mezzo: da una parte stanno Mad.
dalena, Lorenzo ed il Parroco, dall’ altra Geltrude e
Bernardo, dietro loro i Paesani e le donne. Raimon-
do in mezzo a loro.
GELT. (sottovoce alle donne guardando Lia)
In fra sè mormora...
BERN. (sO/tovoce agli uomini) Gli occhi straluna.
MADD. (Zemendo le conseguenze del fremito dei Paes.)
(Su lei del popolo l'ira si aduna.)
ATTO PRIMO — 15
DONNE Com’ ha lo sguardo turbato, afflitto ...
UOM. Medita forse qualche delitto ...
DONNE Mesta una lagrima le sta sul ciglio.
UOM. Fors' ella piange la sua tribù.
Lia (guardando attorno con accento di desolazione)
(Oh vieni, vieni! da tal periglio
Oh mio Rodolfo salvami tu!)
cELT. (prendendo per mano Bernardo con curiosità)
Ma perchè viene ella fra noi?
BERN. (@ Zia) Forse rea trama tender ci vuoi? .
rar. (che udì la domanda di Gellrude st avanza e le
risponde )
Quel ch’ella voglia or vi dirò
CORO Parli il Maestro, saper lo può.
, (tutti lo circondano con curiosità immensa)
RAI. K bella, è povera, è senza pane
Essa un amante viene a cercar
Con arti astute, vili e profane
L’ infame nodo vuol suggellar!
(Tutti rimangono inorriditi guardando Lia che resta im
mobile)
GELT. Tace.
RERN.. Non parla.
RAI. Dunque confessa.
DONNE Insultarne così? È
vom. ( minacciosi) Piombiam sovr' essa.
(Mentre î Paesani aizzati da Raimondo fanno per preci
pitarsi su Lia, il Parroco fa alcuni passi e le si po-
ne dinnanzi dignitosamente)
parr. (4 Raimondo con impeto )
Se il sangue di costei sì spargerà
Scellerato, sul tuo capo cadrà!
CORO Allago!... al lago!
mann. (avenzand, a difender Lia) No!
CORO Sia trucidata.
16 LIA - ATTO PRIM3 A
un
PARR. (opponend. roraggiosamente alla furia dei Paes.)
M’odi, in nome di Dio, turba insensata
« Uomini e donne siete i
« Ovver belve feroci? » In che v' offese
Questa povera donna?
CORO Essa è dannata
Si tragga a morte atroce!
RAI, (af Parroco indicandogli la turba sollevata)
Voce è di Dio del popolo la voce.
(ci paesani) Se sì oppone, con essa
Sia tratto il sacerdote. |
(f Paesani si scagliano per rapire Lia al Parroco)
PARR. (m4estoso) Indietro! Cessa,
O voleo cieco! Io stendo
ul suo capo la mia man consacrata !
(Lia s' inginocchia, egli le mette la mano sul capo)
Oh! mesta figlia d’Israel, fa core
Che mha prescelto Iddio tuo difensore.
(S7 stacca dal petto la croce e la leva in alto intuonan-
do l'inno che si udi prima in Chiesa)
Oh! crux, ave, spes unica ecc.
(/ Paesani restii dapprima a poco a poco cedono al fascino
della Religione, chinano il capo, s’ inginocchiano, per
ultimo Raimondo ipocritamente fa lo stesso, intuonan-
do È inno sacro col sacerdote. Lia viene alzata dal
Parroco ed avviata fuori del Fillaggio attraversando
il ponte. Raimondo fa per seguirla, ma ad uno squar-
do del Parroco torna indietro. Tutti si ritirano lenta-
mente)
FINE DEL PRIMO ATTÒ
ATTO SECONDO
Fitto Bosco — È notte, ma la luna non è ancora sorta. Quasi nel mezzo
una gran croce di pietra corrosa dal tempo, che si eleva sopra un'muc-
chio di sassi che ne formano il piedistallo.
S'CEINANERIMA
Lia seduta appiè della croce in atto di aspettazione.
Lia. Bengiunta, o notte, a me più cara assai
D’ogni splendido giorno,
Poi chè il brillar di tua divina luce
A questo seno l'amor mio conduce,
(levandosi) Là nel deserto speco
Quel bambino lasciai col vecchio cieco...
Dormite! l’ innocenza,
E guardata dagli angeli, e distende
Sui vecchi, la pietosa ala, l'Eterno.
(ascoltando ansiosamente)
E te, fra queste piante ancor non scerno
O mio Rodolfo... Oh! vieni, e t' abbi tutto
L' amor che m'arde in petto, e l’infinita
Felicità che offrir a te mi è dato.
a (dopo aver ascoltato novellamente)
In questo grave universal silenzio
Lo stormir delle fronde
E il mormorar dell’ onde,
Somigliano a preghiera
Che arcanamente si solleva a Dio...
Ed 10 pure per lui! pregar vogl’io
(s' inginocchia sopra una pietra, ma levando lo squardo al
cielo si accorge della croce, rabbrividisce e balza in
piedi rapidamente)
18 LIA
Una croce!... Oh questo simbolo
Ch'ai morenti dà conforto,
E che spesso ai mesti, ai miseri
Asil porge ed offre un porto
Mentre schiude altrui le braccia
Me respinge, me discaccia
Come insegna d’odio e d'ira
Questo segno s' erge qui!
E alla mente mia delira
Qual fantasima appari!
(aggirandosi intorno come per fuggire da uno spavento)
E sono sola nella notte bruna..
Un fido oggetto vo cercando invano...
(intanto attraverso gli alberi si vede apparire la Luna il-
luminando la foresta)
Oh, benvenuta, benvenuta, o luna, —
Che inargenti la selva, il colle, il pian!..
(il suo volto è irradiato dal chiarore lunare)
I tuoi raggi si posano
Sul pallente mio viso,
E nel petto mi stillano
Calma di paradiso...
Oh, perchè mi rammenti
Di quei giorni innocenti,
Quando col padre mio
Mi prosternava Dio,
E pregava con esso
Pregava come adesso
Non per lo sparso popolo
E non per le cadute
Nostre città:
Ma sol per lui, ch'è l’ unica
Mia speme e mia salute,
Che mia patria e mio cielo ormai sarà!
ATTO SECONDO 19
SCENA SECONDA
Eodolfo e Lia
LIA (sentendolo venire prima ancora che apparisca)
Qual palpito ? Egli è quil...
ron. (uscendo ed abbracciandola) Povera Lia!
LIA
ROD.
LIA
ROD.
LIA
ROD.
LIA
Or che ti stringo al seno,
Che ti guardo e t'abbraccio,
Posseggo ogni dovizia,
Nè con una regina Io cangierei!
M°ami Rodolfo?
E come far potrei
A non amarti?
Vedi,
Per te tutto scordai, perfino l’ odio
Contro i nostri nemici .
I cristiani...
L'odio?
E il sol tesoro
Che lasciato ci fu... ma t'ho veduto
T' udii, t' amai Rodolfo e nel mio core
Ogni ogni odio antico cancellò l’amore.
E questo amore Invece
Ricoprì nel mio petto
D’oblio, che mi rimorde, ogni altro affetto,
Mio padre e Maddalena
De’ miei primi anni la compagna, spesso
Mi chiedon qual mistero
Io serbo nel pensiero... Allor la cara
Imago tua s' affaccia;
E par che co’ suoi baci mi suggelli
Le labbra... Oh, qualche volta
Io t' odio!
M' odi ?
LIA
=—TTTT*©_ rr c@-rg121tTt.1 («=> iii AI
Oh, mi perdona, e ascolta.
Io penso quanto sarei felice
Se non ti avessi giammai veduta... |
L'antica pace più non mi lice
Sperar. Per sempre forse l’ ho perduta!
Ma poi ti veggo si bella e pura,
E benedico la mia sventura...
L’ odio è scacciato dalla pietà
E la mia fiamma, maggior si fa.
Lia (abbracciandolo) Oh mio Rodolfo, tanti martir
ROD.
Spero che alfine debban finir.
Ho lasciato i miei fratelli,
Abbandona i tuoi parenti.
Rintracciam lidi novelli
Ove sien men crude genti
Troverem forse una terra
Dove cessi questa guerra
Dove alcun non soffra insulto
Per cagion del proprio culto
Là felice allora e libera
Teco vivere potrò !
Oltre i monti, oltre l'oceano
Io con te, con te verrò
{st abbracciano, ma la faccia di Lia si turba improvvisamente)
IA
Ma perchè sospiri, o Lia?
Io pavento che non sia
Lunga più la nostra vita
Lunga più del nostro amor...
RoD. /con trasporto) Fin d’ or sento che infinita
LIA
E la fiamma del mio cor!
Tutto a mio padre svelare io voglio
Ei questo nodo ricuserì... x
Allora almeno senza cordoglio
Lo lascio...
E teco Lia fuggirà
ATTO SECONDO e
(ella è nuovamente colpita da torbidi pensieri)
Ma che sarà di loro ?
ROD. Di chi? |
LIA Di quel bambino
E di quel cieco vecchio? qual gli aspetta destino!
Senza me periranno ! (desolata)
ROD. Sacrificio cotanto
Non vo'da te.
nia (combattuta) Rodolfo!.. mi sento il core infranto
(deliberatamente volgendosi al cielo)
Se figli son di sua diletta gente
i A lor provvederà l’Onnipotente.
S' essi son nulla senza di me,
Dimmi, io che sono senza di te ?
ROD. Dunque consenti di fuggir®
LIA Consento.
ROD. Oh mi consola questo caro accento!
(in questo momento si vede Raimondo che li ha scoperti
far capolino tra le piante)
Domani io qui t'aspetto.
LIA Doman qui Lia sarà.
A DUE . Un immortal diletto
Per noi comincierà
Più non ci lasciaremo
O mio fedel
Infin che al giorno estremo
Congiunti andremo in ciel |
ROD. A domani!
LIA A domani!
ROD. Per ora addio.
a pur Meco ho il tuo cor, teco rimanga il mio.
(Lia accompagna d' alcuni passi Rodolfo. Eaimondo mette
i fuori la testa nuovanente ; Lia senza sapere perché sì
sente colpita da strano presentimento)
Lia (richiamandolo) Rodolfo !.. Un subitaneo
Gelo mi coglie...
09 LIA - ATTO SECONDO
RoD. (confortandola) O Lia!
LIA Dio voglia che profetico
Questo terror non sia...
Rodolfo!
ROD, Lia!
LIA i Promettimi...
ROD. Forse d’ amarti?
LIA Amarmi!.
Tanto sperar non so.
(supplichevole) Ma deh! Non obbliarmi!
Da.te sol questo io vò.
Esser non voglio dimenticata
Sono gelosa, sono tiranna
Per te mi sento tutta cangiata
La tua parola guai se m' inganna !
Alla speranza l’anima ho schiusa,
Deh non rimanga da te.delusa,
Per te, lo vedi, tutto abbandono :
Io sol tua sono nell’avvenir.
ROD. Questo tuo vano timor discaccia
Se ne cancelli perfin la traccia.
Non vedi il ciel, ch'a noi sorride
Potenza umana non ci divide
Sarò tuo sposo, tu sarai mia,
Che teco, 0 Lia - voglio morir !
LIA O mio Rodolfo, sii benedetto !
A DUE Oh col desir
Quell’ ora affretto
Che teco sempre mi debba unir !
(Rodolfo si stacca da Lia, e prima di sparire si rivolge
ancora a guardarla ed a salutarla; nello stesso tempo
si vede fra gli alberi la faccia sinistra di Raimondo
con ghigno infernale ).
FINE DEL SECONDO ATTO,
ATTO TERZO
Una Camera terrena in casa di Lorenzo, una porta in mezzo comune, ed
una laterale — una finestra.
SG ENNA PIRILMIA
Raimondo spia dal mezzo, vedendo non esservi alcuno, si
‘ avanza guardandosi attorno e meditando; por come
‘sequendo îl' corso de' suoi pensieri
RAI. E la propria salvezza
La più possente legge di natura.
Ad ogni costo che scompaja è forza
Questa Lia maledetta!...
To temo sempre di venir scoperto.
Per quindici anni m° era persuaso
D’esser di sangue cristian. A un tratto
Un antico terror in me si desta...
Le mie veglie son torbide,
I sogni gravi di paura atroce;
Poichè gridar odo un’ orrenda voce:
Raimondo il fedel, il santo, il pio
E Nathan! E un rinnegato !
È un apostata vil! Sia trucidato!
Oh! se scoperto fossi,
To sarei lapidato, o fatto a brani
Da questi cristiani... { rumore interno )
Eccoli appunto
Di soppiatto si ascolti.
Salvarsi ognun procura:
E la suprema legge di natura.
(esce dal mezzo, poi lo si vede di tratto in tratto a spiare)
94 LIA
—__ ____ < Lo LA
SCENA SECONDA
Lorenzo colla testa bassa, poi il Parroco, indi Rodolfo
pallido appoggiato a Maddalena, e per ultimo fiaimondo.
Lor. (vedendo e chiamando a sè Ltodolfo)
1 Tu l’ami adunque?
ROD. | Io l'amo!
LOR. E per una straniera hai tu coraggio
D'abbandonare i tuoi parenti?
ROD. E tardi.
Perch'io rifletta, o padre...
La forza 10 non mi sento
Di cagionare a Lia tale tormento.
PARR, Volgiti al ciel clemente
Ritorna al primo amor.
Non obbliar tua fede,
Donale un puro ardor. (indicando Mudd.)
Devi amarla, nè dar loco
Ad estranei, folli amor,
E perenne il novo foco,
Fia compenso al suo bel cor.
( Rodolfo.si lascia condurre dal Parroco alla finestra dove
parlano insieme)
‘Al. ( avanzandosi a Lorenzo) Dio vi salvi.
LOR. Maestro
Giungete in buon. momento
(lo fu sedere vicino a sé, e gli dice sommessumente)
Vol, cristiano tanto austero e saggio
Dovete consigliarci.
RAI. (umelmente) E quale mai
Autorità poss’ io vantar, laddove
C'è un mimistro di Dio? (indican. è Parr.)
PARR. (fa cenno a Raimondo di ascoltare Lorenzo)
LOR. (4 £eim:) Viè noto che mio figlio,..
RAT, E affascinato.
ATTO TERZO 05
- LOR. Invan lo scongiurai, lo minacciai
Di por fine a un amor che il disonora
Al cospetto del mondo.
RAI. E innanzi a Dio lo perde!
LOR. E qual consiglio è il vostro?
. Per troncar questo amor turpe, abborrito ?
RAI. Un solo e sicuro; e ve lo addito.
(Lorenzo si leva per ascoltare il Parroco, Rodolfo e Had-
dalena alla finestra)
Questa razza al Ciel rubella
Non domanda che dell’ oro,
D'una figlia astuta e bella
San trav essi un gran tesoro.
Quella donna con scaltrezza
Ha Rodolfo innamorato
E la sua fatal bellezza
L'ha cornquiso, affascinato.
ron. ( che sè è avanzato a Madd. che lo ha seguito)
Che mai dice?
dere al Parry K forse vero.
ron. (slanciandosi arditamente di fronte a Rumon.,/
Infernale è un tal pensiero
Rispettate la sciagura:
Lia d'un Angelo è più pura.
Chi l’offende ha bestemiato!
mapp. (trattenendo Rod.) Deh! ti calma!
ha (ritirandosi dietro il Parr.) È forsennato!.
Lor. /@ Rod. con affetto) Non è ver? A te pur giova
Che coleì si metta a prova.
Se accettar ella consente.
ROD. Oh! No, no, rifiuterà.
Lor. (adbraciandolo) Se rifiuta...
ron. (indicando Raim.) Costui mente.
LOR. Se rifiuta, tua sarà.
26 LIA
AI
ron. ( cal/mato dal Parroco e da M. addalena )
Oh! casta Lia, perdona
Se questa prova accetto.
A ciò l'altrui mi sprona,
Ma non il mio sospetto;
Più gloriosa e splendida
Quindi tu appariral
E per compenso avrai
Un avvenir d'amor.
MADD. (Oh! come Lia, t' invidio
Che tanto amata sei!
Per sempre io lo perdei.
In sen ti spezza, 0 cor!)
RAI. (Se non varran le suppliche
E le promesse, e l'oro,
Saprò sforzar costoro
Colle minacce ancor!)
Lor. (00 Parr. in dis,) Questa speranza è l’ultima
Che a me padre afflitto resta:
Se mai mancasse questa
Io non saprei che far!
PARR. Al Dio che atterra e suscita
Alzate il cor, le mani:
I suoi disegni arcani
Nessuno sa serutar.
Lor. /@ Ratm,) Oh maestro! affidato
Sta questo incarico a voi,
(dà una chiave a Madd) Va, Maddalena,
E nel mio stipo prendi 1
Quella borsa /(Madd. parte e torna tosto)
(a Ram.) Partir s' ella consente i
Da questi luoghi, ditele che nuovi
Avrà soccorsi. (dà la borsa a Raim.)
MADD. /@ feaim.) Oh! con mitezza io prego
Di favellarle,
ATTO TERZO 27
RAI. Un tal consiglio e vano
Ho mite il core, umano.
ROD. (sospettoso) Altri con noi verrà?
RAI. (Che lo ha compreso) Per testimonj?
ROD. Per compagni. La sera è omai vicina
Il cielo annuvolato,
Disastrosa la via..
E mi tarda saper la sorte mia!
(abbraccia il padre con slancio d’ amor figliale tutto
consolato)
Padre! il mio giubilo
Non ha favella,
Dei cieli all’ èstasi
Amor m’ appella.
Soave ebbrezza
Mite carezza è»
Reca il creato
All’ ebbro cor!
ParR. ) Oh! Rodolfo, in man di Dio
Lor. ) La tua sorte adesso sta;
In lui fida, il tuo desio
RAR")
mapp. ) Ei pietoso appagherà.
MADD. ( Nel profondo del cor mio
Vano amor sepolto sta.)
RAI. (Ora é tutto im poter mio,
Ne mancarmi omai potrà. )
Lor. (sempre abbracciato a Rod. rivolgendosi a Ra.)
Ite.
ron. (4/0 stesso) Volate, e rapido
Mi giunga un messagger
. Un'ora pur d’attendere
È grave al mio pensier !
(Raimondo parte, tutti lo accompagnano fin sulla porta, poi
si ritirano.)
28 «LIA
PA
SCENA TERZA
(Bosco. Zecchi tronchi d' alberi, e rupi scoscese, da una
porte alcune muraglie in rovina, con un tello mezzo
cadente sostenuto da travi e così rotto che dalle fes-
sure si vede lampeggiare, da questa specie di camera
st va per un foro aperto nella muraglia in un altro
locale interno.)
(E notte tempestosa: in lontano lampi e tuoni. Dopo qual-
che momento esce Lia dalla rozza apertura che mette
all’ interno, volgendosi spesso indietro a quardar dentro,
camminando incerta, ed asciugandosi le lagrime)
LIA L'ultimo sforzo è fatto! In queto sonno
to lascio immersi il cieco Adamo e Sara
Col suo bambina. L’ aurora
Domani, 0 la tempesta
Svegliandoli fra poco,
Ad essi apprenderà
Che Lia li abbandonò
X niun di lor saprà
Quanto in partir penò (piange)
Poveri derelitti, io vi confido
Al Padre di lassù,
Che protegge le sue fide tribù.
Addio! (fa per partire) Resisti, 0 core,
Ch’ io non mi penta, o qui non cada almeno!
Rodolfo, vien! M° accogli sul tuo seno!
(fugge precipitosamente e sparisce fra il Bosco)
»
|
SCENA QUARTA
{La scena rimane vuota per qualche tempo, intanto il tem-
porale si è avvicinato: il vento fischia tra gli alberi,
è tuoni ed i lampi si fanno più spessi,comincia a pio-
vere. Si ode un calpestio di gente che st appressa ;
infatti compariscono alcuni paesani armati Bernardo
con una lanterna in mano, per ultimo Raimondo cupo
e quardando intorno, Tutti si fermano cercando ricovero)
ATTO TERZO NO
PAFS. k la strada alquanto lunga!
BERN. Nè di rose seminata !
PAES. C'è ancor molto che si giunga ?
BERN. Oh! che notte indiavolata !
Spine, sterpi, frane, rocce,
E per giunta certe gocce
Che mi corron per le spalle
Come un brivido d’ orror.
(Rimaner giù nella valle
Era meglio assai, Dottor!)
nat. /che ha guardato al foro che mette all'interno’
Questo è Il covo di costoro 1
BERN. Su, sbrigatevi, Maestro
Stanco son di tal lavoro,
Nel tornar sarò più destro
PAES. Ma dov'è la fatucchiera
Che Rodolfo avvelenò ?
Ella pria di tutto pera,
No, È noi scampar non nUÒ.
RAI. Dio m’ inspira! Ma l’ incarico
Ch' affidato a me venia
Io geloso debbo compiere
Lo giurai sull’ alma mia
Il veder cotanta gente
Li potrebbe spaventar.
Che vi par? Saria prudente
Qui me sol, con lor lasciar.
PAES. State pur, ma se bisogna,
Siamo fuori ad aspettar,
Che di noi ciascuno agogna
Far la legge rispettar.
BERN. (A dir ver, ho un po vergogna
D’aver parte in questo aftar )
(I paesani si ritirano fuori della casa rovinata, e sì ap-
piattaro fra le piante assieme a Bernardo, il quale
di tempo in tempo va a spiare )
30 IA
e I I IVI NV
SCENA: QUINTA
Raimondo poi Adamo
(Non appena partiti i paesani, si vede presentarsi nell’a per-
tura che da nell’ interno un vecchio cieco che va a
tentoni e barcollante. E° Adamo )
AD. (Udil parlar) Chi v' ha? (porgendo orecchio)
RAI. (sprezzante) Dove s’ asconde
Questa tribù ?
AD. (tremante) Signor! non siam che un vecchio
E una madre col figlio appena nato...
RAI. Chi vi condusse qui?
AD. L'angelo nostro
Lia. |
RAI, Con qual dritto?
AD. (confuso) Non lo so.
BER. (passando la testa attraverso una fessura della
muraglia) Maestro.
Avrete presto terminato; e vero?
RAI, Un istante (a Bernardo che si retera)
Dov” è cotesta Lia?
AD. Dio lo sa... ma tornar debbe fra poco
rAl. (con autorità) Voi dovete partir!
AD. E dove andremo ?
RAIL In Boemia... pigliate questa borsa.
(accostundosi a lui e melttendogliela in mano)
AD. Oh! grazie, grazie! Il ciel vi benedica
(Adamo gli prende la mano e gliela baciu riconoscente)
Ber. (ornando a metter fuori la testa)
Piove a dirotto, e temo
Di raffredarmi, i medici v' è noto
Non si sanno curar.
RAl. 4 Ber. Io vengo tosto.
(ad Adamo ad alta voce perchè oda Bernardo)
Promettete d’indurre ad ogni costo
A partir anche Lia?
ATTO TERZO SÌ
TADAT, Ve lo prometto
Lia partirà.
RAI. (a Bern.cad alcuni paes. che gli stanno dietro)
L' udiste ?
BERN. Kh, si! cospetto !
RAI. (ai Paesani) Mandate tosto ad avvertir Lorenzo
Che l’ oro fu accettato
E che la Lia sen parte (ho trionfato!)
(Bern. e paes. si consultano e spediscono uno di loro innanzi)
ap. (el quale attese fin’ ora alla voce di Rarmondo
come l’ avesse udita altra volta)
Ma quella voce non m' è nuova... intesa
L’ ho certo già !.. Ah sì, a Presburgo..
Questi Natham mi par, il qual si dice
Che cristian si sia fatto... E desso!..
(bar collando cerca di avvicinarsi a Raimondo)
rai. Silenzio! prendendolo per un braccio e chiuden-
dogli la bocca)
AD. E Nathan /foccandogli e volto)
BERN. /@l difuori chiamando) Raimondo, presto!
ap. (dibattendosi fra le strette di Ram. ehe lo spinge
di dove è uscito) Il traditor, l apostata! è lui. Sara l..
RAI. Ti costerà questa scoperta cara!
(a forza lo trascina nell'altra camera: la tempesta cresce,
scoppia un fulmine) do |
BERN, E PA—S. (defuore le cui voci st vanno disperdendo)
Accettata fu la borsa
Chi poteva dubitar ?
Ora andiamo in una corsa
La novella a confermar
(le voci si disperdono e la tempesta da giù)
SCENA SESTA
Raimondo pallido e contraffatto esce spiando se lutti sono
partiti.
32 ATTO TERZO
au te e e em
RAI. Tutti sono partiti...
Respiro ! Il cieco è spento.. e Sara fugge
Col suo bambin. Quel fulmine che Iddio
Forse scagliava sul mio capo, venne
Il mio delitto a ricoprir... Delitto?...
Non è omicidio la propria difesa !..
O Nathan, tu potresti
Altri ingannar, ma non te stesso, 0 stolto:
Che un grido accusator in core ascolto.
De’ miei padri la fede ho,tradita;
Rinnegato ho famiglia e parenti.
Di rimorsi ho sol piena la vita,
Di sospetti, di eterni sgomenti...
Ogni soffio, ogni sguardo, ogni voce
Mi può far vacillare e cader...
Ah s'io son delinquente, feroce,
E ch'io debbo di tutto temer.
Intanto il cieco più parlar non può;
E far tacer gli altri pur saprò!
(parte frettolosamente dietro ai Paesani)
SCENIATISECENENA
Limite del Villaggio: la casa di Lorenzo sporgenie; alcuni
gradini mettono alla porta : in fondo un lago în mez-
so ad alte montagne. Le ultime nubi si disperdono : il
cielo è stellato, la luna tramonta: è notte fatta. Nella
casa di Lorenzo aduna finestra si vede un lume interno.
coro È cessata la procella
Calma l’ onda torna ancor
Sulla fida navicella
Corri il lago, 0 pescator.
(Le voci si disperdono a peco a poco in lontananza)
o ATTO TERZO 35
SCENA OTTAVA
Lia avanzandosi cautamente con passo incerto, poi Lo-
renzo, indi Maddalena
LIA All’ora designata egli non venne...
Invano l’aspettal,
Attraverso il furor degli elementi
Io qui mi trassi... Oh, mio malgrado io penso
A quegli abbandonati! O mio Rodolfo,
T° affretta, o la pietà
Se tardi, sull’amor la vincerà!
(accostandosi alla casa di Lorenzo dove vede il lume)
Lo chiamerò. (sale è tre gradini e picchia alla
porta) Rodolfo,
Son 10!
Lor. (di dentro) Chi è là? che cerchi ?
(uscendo dalla porta e riconoscendo Lia)
Abbietta donna, È
Perchè qui vieni ancor?
LIA | Quest’ uom vaneggia.
‘ LOR. Ma le vostr’ arti son fallite omai !
Mio figlio alfin conosce
Qual valor abbia un cor venale,
LIA (raccapricciando) Dio!
Lor. * Altr’oro brami?
LIA Nulla
Comprender so.
LOR. Falsa di cor, e falsa +
Di lingua! oh! lunge andate.
LIA M' ucciderete pria! ( supplechevole)
Chio lo vegga e poi parto.
(mentre Loren. fa per ritirarsi respingendala, esce Madd.)
mapp. (con ribrezzo) O cielo! Lia!
LIA (avvicinandosi con dolcezza a Maddalena)
Buona fanciulla, viscere
34 LIA
"finisce ene E n
S’ hai di pietade in core,
S'è dato t'è conoscere
Che cosa sia l’ amore,
In nome del tuo Dio
Fa che possa veder Rodolfo mio!
mapp. Ebbi pietà di voi... e tutto v' ho immolato
Ma poscia che voi feste d’un santo amor mercato
Viltà saria proteggervi... fuggite, i0 vi disprezzo
Sento di voi ribrezzo! n,
map. e Lor. Per oro amor vendeste!
LIA Per oro? Che diceste?
(disperata s aggira quando vede in lontananza avanz. Rod.)
Oh mio Rodolfo, vien
Tu mi difendi almen!
(volgendosi a Lor. e Madd. mostrando loro Rod.)
Uomo spietato e donna senza cor
Vedrete com’10 sono amata ancor!
(corre incontro a Rodolfo per abbracciarlo: ei rimane freddo
e la respinge)
SCENA NONA
Rodolfo e detti
(Rodolfo volgendo le spalle a Lia indirizzandosi al padre e a
Madd.)
ROD. Che dice mai costei?
Io non so più chi sia.
LIA {afettuosa) Rodolfo mio non sei?
Non sono la tua Lia?
(Rodolfo torna a voltarle le spalle con ispregio)
ROD. Vorresti ancora fingere
Astuta donna e impura?
(Lia non sa più che cosa rispondere)
O padre, o Maddalena, fatevi a me d’appresso
Ch'io possa a lei resistere (a0braccia. Madd.)
Mi sento forte adesso.
Ò@
sr
ATTO TERZO 95
Lia (andando deliberatamente a dividere Maddalena
e Itod.) Da lui ti stacca, o donna: lo voglio
Poichè Rodolfo è mio!
Rob. (4 Madd. facendola ritirare verso la casa paterna)
Vanne; non la toccar
Che ti potria macchiar!
LIA (a queste ultime parole rimane come fulminata e
piange; quindi soffocata da singhiozzi $° avvicina
supplichevole a ktodolfo) I
Come! sì presto immemore
Del voto tuo solenne?
Sparì l'amor si rapido,
Ch'esser dovea perenne?
Quando qui vengo, teco
Lontana per fuggir,
Tu sì crudele meco
Tanto mi fai soffrir!
ROD. (commosso) Andate... io vi perdono...
LIA Ma rea di che mai sono?
RoD. (con amarezza) Amor funesto, insano
Più non mi può far vil
(per non lasciar vedere la sua commozione fa per partire)
LIA (vuol impedire che si allontani seguitandolo
dappresso) Cerci fuggirmi invano..
ron. (c/4’ è montato sur gradini della sua casa alzan-
do il bracci) E sacro questo asil!
fLia vinta, avvilita, desolata st ritrae, singhiozzando dirott.)
ROD. (accostandosele coll’animo straziato avendo bisogno
di sfogarsi) Son false quelle lagrime
Bugiardi quei singulti...
Caduta è omai la maschera :
Io ti conobbi alfin
Il rio tuo core esulti
Del triste mio destin!
LOR. € mADD. Il reo suo core esulti
Del triste suo destin !
36 LIA = ATTO TERZO ì
i IV I VOLI
LIA Perchè siffatti insulti?
Crudele è il mio destin!
roD. (@ Ze4) Addio!
LIA Rodolfo!
ROD. Addio!...
(va verso la casa eol padre e con Maddalena poi torna in-
dietro pallido e tremante)
Ma perchè dir non possa
Che nulla ti fruttò l’esser venuta
L'ultima volta, prendi e aggiungi questa
(cava una borsa)
Al tuo guadagno: è il prezzo della nostra
Separazione eterna! (stenta reggersimmpiedì)
Lor. e MADD. (sosfenendolo) Oh, vieni.
Ron. (con voce soffocata dal pianto) Addio!..
LIA (22 ginocchio traendosi verso lui che viene con-
dotto in casa)
Oh Rodolfo, Rodolfo, arresta!
(Rodolfo viene condotto in casa la cui porta e tosto chiusa)
Dio!
(Lia levandosi si trae a stento fino presso î gradini, ma
nell'udire a chiudere la porta, cade svenuta.)
FINE DEL TERZO ATTO.
ATTO QUARTO
Piazza del Villaggio parata a festa: baracche di mercanti e rivenduglioli agli
alberi. E giorno di festa e da tutte le case spira una semplice pompa.
SCENA PRIMA
La Piazza è piena di gente che va e viene e che compe-
ras; tutti sono vestiti a festa uomini e donne ed alle-
gri oltremodo: quindi Gelirude esce dalla sua casa,
poi Bernardo.
CORO Più dell'usato adorno
Si vede il sole alzar,
Questo felice giorno
A illuminar
‘l'utta la gente in festa
Di buon mattino uscì;
Ed a goder s’ appresta,
In questo dì! \
ceLT. Contenta son d’esser vissuta tanto
Onde veder questa bella giornata
In cui Rodolfo con legame santo
Si unisca a Maddalena innamorata.
(volgonsi tutti verso il fondo della Piazza ridendo)
aLcuni Ecco viene il barbier.
ALTRI Dite, il dottor.
rutti (enchinandosi a Bern. vestito in gran gala con
un mazzo di fiori sul cappello)
Ser Bernardc che lusso, che splendor.
BERN. (pavoneggiandoste camminando con caricatura)
A me noto è il proverbio
Che l’abito fa il monaco,
E le case sl stimano
Sovente dall’intonaco;
Se non avesse un medico
Pei giorni di parata,
35
GELT.
CORO
BERN.
CORO.
BERN.
CoRO
LIA
Un pò sfarzoso l’ abito
Di foggia prelibata.
Chi lo potria distinguere
Dal volgo de’ somari?
Egli è perciò che i medici
Son sl stimati e rari.
‘ Io questa veste indosso
Quando a un consulto vò:
E un còso, un pezzo grosso
Tenuto son perciò.
Anche un mazzo di fiori sul cappello.
Davver che siete bello!
Eppur sotto all’ aspetto lusinghiero
Covo un brutto pensiero.
Non se ne accorge.
Capperi,
Com’ io sareste istrutti ;
E.la scienza, o tangheri,
Non è pane per tutti.
Diagnostici, pronostici,
Sono certi alimenti
Che a voi, poveri diavoli
Fanno allegare i denti.
(con aria misteriosa chiamando a sé Geltrude)
Io che conosco i sintomi,
Però che son dottor
Scopro le piaghe incognite
Pertino dentro il cor.
Per nulla voi, corbezzoli,
Non siete un gran dottor!
BERN. (cOn maggior mistero chiamando tutti a sè din-
TOYNO )
Stammattina facendo la barba
A Rodolfo, assai triste lo scorsi;
E gli ho detto: figliol, non mi garba
Quel dolor; quai ti cruccian rimorsi ?
ATTO QUARTO ‘ 39
Moeebri H rispose?
BERN. Un bel nulla.
GELT. Ammutì !
BERN. Ma pensar ci doveva... a colei!
(guardandosi attorno cauto)
GELT. Zitto!
coro A colei che il suo amore tradì!
zern. La rea donna è oinai lunge di qua
Ei dovrebbe poich' ella partì
Amar quella che al fianco gli stà.
(altra gente si avanza giocondamente e tutti ripigliano il À.
coro)
Più dell'usato adorno ecc. ecc.
perN. (guardando da una parte ed agitando dl cap-
pello) Ecco gli sposi.
GELT. Offrir ad essi io voglio
Il mio dono.
BERN, Un rosario!
CORO I suoi rosari
Portan fortuna sempre.
GELT. E ver, tessuti da mani innocenti
Una benedizione è in ogni nodo.
coro (vedendo avanzarsi il magistrato Lorenzo)
Viva gli sposi!
Bern. (gongolante) Oh, come me la godo!
SCENA SECONDA
I precedenti, Lorenzo, poi Maddalena e il Parroco
Lor. Chi me l'avrebbe detto
Che si presto vedrei sì lieto giorno!
Oggi il vino dee scorrer come l'acqua;
Si, debbono segar i violini
Fin che le corde non andranno in pezzi.
Gran pranzo ci sarà,
Invitato ciascun vi assisterà,
40 LIA
————— ———1@—icmu<@U sm
Si mangierà
Si beverà
Infin che si vorrà.
BERN. E il dottor
Grand’ onor
Sì farà.
(St odono le campane suonare a festa. Maddalena vestita
da sposa si avanza appoggiata a suo zio, il Parroco
saluta tutti e la trae innanzi)
PARR. Odi quel suon?... Addio, buona fanciulla
Il guardiano tuo dell’ara al piede
S1 congeda da te; nel tempio, o sposa,
Ti attende il sacerdote.
MADD. (sottovoce malinconica) O caro zio,
Un ignoto timor ho nel cor mio...
PARR. Calma il turbato spirto, o Maddalena;
L'uomo a cui vai tu moglie
Non è stranier, e a star con lui se’ avvezza
Fin dai prim’ anni della giovinezza.
T” affida: il cor mi dice
Che l’avvenir ti splenderà felice.
($° avanza Rodolfo: il Parroco gli affida Maddalena, salu-
ta e parte accennando loro che li attende fra poco in
Chiesa)
-
SCENA: TERZA
Rodolfo e detti
roD. (tenendo per mano Maddalena con affetto)
Tutta la gioia che sfavilla intorno,
Bell’alma. vien da te.
Oh, dimmi, in questo desiato giorno
Hai perdonato a me? ?
MAD. Rodolfo, e me lo chiedi ?
Io tutto oblio... Felice son, lo vedi.
ron. (abbracciando con dolcezza Maddalena)
Conservi ancora quell’anel d’argento
ATTO QUARTO 41
i Ch'io ti diedi?
MaDD. (mostrandogbielo) E sarà
Questo l’anel che ci congiungerà.
(si ode il segnale delle campane)
Lor. (a Rod. e a Madd.) Andiamo, 0 figli.
GELT. (avanzandosi verso 1 due sposi, col suo rosario
in mano) Prima
Di Geltrude il presente accettate
Questo rosario vi porterà
Felicità. /Zo mette al collo di Rodolfo)
Badate di non perderlo!
Non ve lo dico invano
Nell'ora dei perigli,
Per voi, pei vostri figli
Fia sacro talismano
Serbatelo fedel.
MAD. e Roo. Buona Geltrude, grazie;
ACI
ceLt. e coro ( Vi benedica il ciel
ib
(s° avanza in questo una compagnia di suonatori ambulanti)
BERN. I suonatori!... Si cominci il ballo...
Voglio saltare anch'io come un cavallo.
andando ad invitare i giovani e le giovani)
Presto, belle fanciulle, e bel garzon,
AI ballo, al ballo: già comincia il suon.
surti (preparandosi a ballare od a far gli spettatore)
Senza suono, senza danza,
Non si dà vera esultanza!
I suonatori cominciano un Valzer sliriuno e principia il ballo
BALLABILE STIRIANO
(L’ ultimo dei tre segnali delle campane mette termine alle
danze: il corteò nuziale comincia a muoversi verso lu
Chiesa: per ultimo Rod. e Maddalena, e dietro Lorenzo,
Bernardo e parenti.)
49 LIA
IE ICI MANCO RINO
SCENA QUARTA
Cimitero del villaggio : da una parte il fianco della Chiesa
con una finestra bassa : tombe intorno, în mezzo un mo-
numento antico in rovine. Le campane che hanno suona-
to finora, cessano,
Dopo qualche momento a passi lenti e stentati st avanza Lia
pallidissima coi capelli sparsi sulle spalle, coperia da un
lungo manto.
Lia A che venn’io? Non so... Son molti i giorni
Eterni, dolorosi,
Trascorsi da quel dì... Verrai mi disse
Io venni; ed egli mi scaccid! Gli offersi
Il cor, la vita, l’anima e l’ingrato
Mi gettava dell'oro! /#adbrividendo)
(seguita a ripensare a quello ch' è passato)
Una bella fanciulla era al suo fianco
Voglio vederlo ancor... forse ingannato
, El fia.. le sue parole, /rasserenandosi a tal pen-
stero) suoi sguardi parean rimproverarmi...
Forse ancora egli m’ ama;
È com’io, rivedermi ei forse brama!
(suona l'organo nella Chiesa)
Deus Israel conjugat vos - et Ipse sit
Vobiscum qui misertus est duobus unicis
Et nunc, Domine, fac plenius benedicere te.
Oh come a tal concento,
Che vien dal ciel, si calma il mio tormento
Un rito nuzial forse si compie;
Una coppia amorosa è benedetta:
Amen, amen! O povera rejetta,
Con quanta gioia non vedrai quei volti
Raggianti di sorriso! /vedendo la finestra)
Di qui, di qui poss’ iv
Non veduta veder.
(sale sopra una tomba e per la finestra quarda în C liesa, e
gella un grido disperato)
" ATTO QUARTO 43
Eterno Iddio!!!...
‘(si ritira spaventata e cade al suolo)
Fosse un sogno?... Qual gelo
Entro il sangue! E pregai per essi il Cielo
(sollevandosi precipitosa}
Quell’ Amen io ritratto...
Voi non l’ udiste, o Dio, che m’ è sfuggito
Dalle labbra! E tal coppia ho benedetta...
E desso! è desso!... no, no, no!... Vendetta!...
( getta a terra il suo manto e sì vede bianco vestita —
incrocia le mani sul petto.)
Dio d’Israello, Dio vendicator
Tu che lo puoi, punisci il traditor !
(Si appoggia al monumento di mezzo in atteggiamento di una
Nemesi) |
SCENA QUINTA
Rodolfo e Lia
RoD. /sî avanza triste ed agitato senza vederla)
Son solo: Quella gioia
Sopportabil non è : del sacerdote
Le parole mi sembrano uno scherno...
Volgendo gli occhi alla finestra, vidi
Un volto, un grido udii...
Il suo sguardo mi parve e la sua voce...
LIA (freddamente immobile)
Non t'ingannasti: fu la voce mia.
ROD. Cielo!.. Lia!! siete voi. (rabbrividendo)
Lia (movendo un passo verso di lui) Mi guarda!
ron. (con grido soffocato di terrore) Lia!!!
ria Silenzio! spergiuro!... La lingua bugiarda
Che sposa chiamommi, fè giuro ad un’altra
Il fuoco del cielo ti stermini, t'arda,
O vile inumano, rea anima, scaltra!...
È tu sei quell'uomo che tanto ho adorato,
Per cui la mia gente perire ho lasciato?
44 LIA - ATTO QUARTO |
i — ili ii rt la ide
No, quello non sei tu
Non ti conosco più!
Ron. O Lia! (cercando calmarta)
LIA (enesorabile) Non ho pietà !
ron. Prima voi foste a romper questa fè,
Quell’oro in accettar che vi si diè
Per lasciarmi!
LIA (n0n comprendendo) Qual oro? È falsità!
E tu potesti credere
Me si codarda e rea ?
Nè ti degnasti volgermi
Un detto... Oh! allor piangea!
Ma or si tramuta in odio
Il mio tradito amor..
Vanne, cristiano; ed evita
L'immenso mio furor!
ron. (palpitando e temendo quasi di scoprir il vero)
Dunque tu se’ innocente?...
LIA (con fronte alta) Il labbro mio non mente!
Ron. —Deh!mi perdona!
( fa per inginocchiarsi innan3! a lei)
LIA (2mpedendo che si prostri; Invano
Or preghi, o cristiano.
ROD. Ti giuro...
Lia (con autorità) Occhio per occhio.
E cor per cor.
(vedendo Rodolfo soggiogato, trionfante sta per partire)
ROD. T' arresta!...
Io più di te son misero...
LIA Taci! (volendo pur partire)
non. (disperatamente) & barbarie questa!
Se crudi fur gli spasimi
Da te sofferti e immensi,
I miei de’ tuoi non furono
Men tormentosi e intensi
* LIA 45
La tua fatale immagine
Dal sen per cancellar,
Andai con piè sacrilego
Infino sull’ altar!
LIA E non temesti il fulmine,
Del cielo corruciato?
Hai spergiurato, o perfido,
Rubato, trucidato..
ROD. M' uccidi, o Lia, ma cessa per pietà!
Lla No, la vita per te pena sarà !
(con aria profetica, come lanciando un anatema)
Possa errare com'10 sempre in guerra,
E com'io, soffrir onte ed oltraggi:
Un asil ti rifiuti la terra,
Ed il sole ti neghi 1 suoi raggi;
I tuoi figli da fame angosciati,
Di Caino col marchio segnati,
Invan cerchin di madre sul petto
Sonno e cibo con ansia crudel!
Che tre volte tu sia maledetto!
Maledetto tre volte dal ciel!
ROD. (oppresso sentendosi soffocare dal tormento e
dal terrore) Più pietà... per me dunque... non hai?
Prego te... supplichevole... invan ?
(staccandosi dal collo il rosario datogli da Geltr. e ba-
ciandolo)
In te solo ho speranza oggimai,
Deh mi salva, o fedel talisman?
(Lia glielo strappa con violenza di mano: Rodolfo cade
svenuto; Lia in atto minacetoso esclama profeticamente)
Amen! Amen!
(mentre l'organo suona ancora fino a che cade la tela)
FINE DEL QUARTO ATTO.
ATTO QUINTO
Sono scorsi 5 anni. - Una bella fattoria in mezzo ad un villaggio: In fondo alte
montagne ed un fiume alle falde, roccie e vallate. Da una parte una casa
con gradini per entrarvi; dall’altra un lungo viale coperto d° alberi, vicino
alla casa un pozzo. In mezzo al cortile mucchi di covoni di frumento. Ta-
vole e sedie pure nel cortile.
SCENA PRIMA
(Contadini e Contadine : parte seduti alla tavola man-
giando e bevendo ; altri danzando essendo terminata
la miztitura ; poi Geltrude e Lorenzo quindi Madd.)
CORO Iddio ci ha benedetti;
Mandò la pioggia e il sol
Come pur sempre suol
Co’ suoi diletti.
LOR. Più dell’ usato di messi bionde
Le nostre terre rese feconde.
Lor. e giovani Un anno d’ abbondanza
E un anno d’ esultanza.
GELT. e vecchi Non fia che chiesga invano’
Il poverello, il pane
ALCUNI Il cielo benedice
Questa magion felice.
ALTRI Dove ogni gara tace
TUTTI Dov è concordia e pace
Amore e carità,
GELT. E il cielo sempre la benedirà.
SCENA SECONDA
Maddalena quindi Lia, Raimondo e paesani
MAD. E tutti qui mì credono felice,
Pienamente felice...,
E lo sarei se per Rodolfo ognora
Non paventassi..,
Quel fantasma sempre lo persegue
X dovunque quel tremendo anatema!
Onde io mi stringo la mia bambina al petto
ATTO' QUINTO... 41
Tremando un giorno o l’altro
Rapita a me non sia (st odono voci lontane)
(st vede Lia fuggire u stento da una turba di paesani che
la inseguono furibondi, viene quasi ‘a cadere nel cor-
tile ai piedi di Maddalena, evitando la collera di Rai-
mondo che più feroce di lutti la insegue)
LIA (a Maddalena inginocchiata)
Salvatemi! Salvatemi !
RAI. Oh questa volta non ci fuggirai!
PAES. Sia lapidata !
CORO Al lago!
MAD. (facendosi innanzi e proteggendola)
Ha chiesto asilo nel mio tetto, oh guai
A chi la toccherà! La legge istessa
La difende.
PAS. (ritirandosi) Ha ragion! (a Rarmondo)
RAI Andiamo tosto
Dal Magistrato a chiedere la forza
Perchè venga punita... e niuno intanto
Le favelli (con minaccia a Maddalena)
PAES. (sottovoce) E scampar la lasceremo ?
Che non ci sfugga attenti veglieremo.
(Raimondo si ritrae raccomandando a Maddalena. di fug-
girla: alcuni paesani seguono Raimondo, altri lenta-
mente si ritirano tenendo d'occhio Lia sempre in terra)
SCENA TERZA
Lia e Haddalena
MAD. T’alza, povera donna.
LIA (KE sua moglie costei., Sta fermo, o core,
O t impietrisci in petto!)
map. /offrendole una borsa) Prendi e fuggi...
Lia (ricusando) No, n0; non vo' denaro.
map. Hai fame? (Za accenna col capo di no) Sete?
LIA ki;
Map. /va al pozzo pigliar dell’acqua) Bevi
LIA (dopo bevuto ringraziando) Or mi lascia
48 LIA
MAD. Perchè? /meravigliata)
LIA Non t’ accorgesti
Ch’ io sono maledetta e che nessuno,
Nessun dee parlar meco?..
Non temi... i
map. No: son io qui sola teco (prende le mani a Lia;
Oh! le tue mani abbruciano!
LIA Perchè ho gelato il core...
Vostro marito ? /fissandola)
MAD. Reduce
L’ attendo fra poche ore.
LIA Avete figli (scrutandola)
MAD. Un angelo.
LIA Ed egli vi lasciò? (scrutand. sempre più)
map. (cominciando ad atterrirsi a queste domunde)
Nel sen mi desti un brivido...
Sventura gli toccò? (con ansia)
LIA (sempre freddamente) Perchè partiva?
MAD. A chiedere
Andò grazia al Sovrano.
LIA E molto dal domestico
Tetto, starà lontano ®
MADD. (s222772%4) Io tremo.. E non ti ho detto
| Che in questo dì l’ aspetto ?
LIA E niun timor raccapricciar vi fa 2...
MAD. Perchè tremar?... Dio lo proteggerà!
Lia Se il suo destrier dal fulmin spaventato
Nell’ abisso lo avesse trascinato?
Se sì frangesse il ponte su cui passa?
Se il colpisse il pugnal d’ un masnadier.
MAD. E perchè godi a tormentarmi, ahi lassa!
Fuggi da me... Non ti vo’ più veder.
LIA (Mi discaccia da sè, mi maledice:
Sta ben, sta ben.)
MAD. (pentendost) No, no! resta infelice. :
(va ad abbracciarla con pietà)
ATTO QUINTO 49
een nere nto
Questa notte, oh, qui rimani
Queto asil ritroverai,
Se tu voglia, poi domani
La tua via proseguirai,
Accoglienza lieta e onesta
La famiglia ti farà,
Te ne prego, resta, resta,
Sento in cor per te pietà.
LIA (tra sé) (Sì, restare, qui vogl’io:
‘ Posso ancora vendicarmi.)
MAD. O Rodolfo, o sposo miol...
| Ch’ ei ritorni d'udir parmi.
LIA (Dunque ancora lo vedrò!)
MAD. Tu non parti adunque?
LIA No!
MAD. Io ti rendo grazie, o Dio;
Ch’ egli torna salvo ancor.
LIA (Rimaner ?... Partir degg' io 2...
Ho turbato e incerto il cor !)
(mentre Maddalena corre verso il viale incontro a Rodolfo,
Lia st nasconde. E verso sera)
SCENA QUARTA
Rodolfo, Maddalena e Lia nascosta
MAD. (correndogli incontro ed abbracc.) Rodolfo!
ROD. . Maddalena! (guardandosi attorno)
E Lia, la nostra figlia?
map. (mostrandogli la bambina che esce correndo
di casa) Eccola.
ron. (pegliandola in braccio e baciandola) O Lia!
map. © Ottenesti la grazia per gl’infelici?
ron. Si; ecco il decreto: eppur io son tristo
Mio malgrado... l’anatéma
Che mi sta sul capo di quella donna...
Pensa, o Maddalena, qual sarà la sua sortel...
Potessi udir dalla sua voce « io ti perdono »!
map. Forse o Rodolfo, non lo speri invan.
50 LIA ;
O io i VARO
Una povera ebrea s° è qui presentata;
Essa novella darci potrà
Dell’ infelice Lia...
ROD. Un’ ebrea?
MAD. Si cerchi, ove mai fia!
(Madd. piglia per mano la bambina è va in cerca di Lia en-
trando in casa. Rodolfo la segue)
SCENA QUINTA
Lia ricomparisce guardando dietro ai partiti
LIA Delsangueilgelsi scioglie,
Torna a battere il cor... Ei m’ama ancora!
O mio Rodolfo! (vorrebbe partir ma poi arresta)
Ma prima di partir baciar vorrei
La loro fielia.. come figlia mia. (la bamb. esce di casa)
Ella forse mi cerca... Oh vieni Lia...
(corre adincontrarla e l’ abbraccia chinandosi piangente, poi
come rissovvenendosi di qualche cosa cava il Rosario)
Questo amuleto reca
A tuo padre, e gli dì che Lia perdona...
Che tu sia benedetta,
O gentil angioletta. (la bacia e la bamb. correin casa)
Or tutti benedice il labbro mio
Slen... benedetti... tutti... tutti... Addio...
(vorrebbe andarsene, ma la commozione e la stanchezza la
opprimono, e cade tramortita al suolo. È quasi notte }
SCENA SESTA
Rodolfo, Maddalena, Lia poi Lorenzo ed altra gente
Rov. (uscendo precipitoso dalla casa col rosario in ma-
no) Il mio rosario!... E dessal...
MAD, Esser potria...
Ron. Mi perdona! (cercando Lia)
MAD. Chi piange ?
Ron. (vedendo Lia a terra) O cielo!... Lia!!
(tutti vanno a sollevarla e a soccorrerla)
Lia Ho voluto partir... non ho potuto.
Almeno, morrò qui...
Ron. (come fuori di sè) No non mortai.
ATTO QUINTO 51
SETA Morir... ora mi lice,
Per vivere... sarei... troppo felice!
5° 10 prendo le sue mani, o Maddalena
Egli è per porle... nelle vostre mani.
Tutto è finito! (china la testa în atto di rassegnaz.)
SCENA SETTIMA
Raimondo invadendo la scena alla testa di una turba di
Paesani e di donne, conducendo alcune quardie di Giu-
stizia. Geltrude, : Parroco, Bernardo e detti.
RAI. indicando Lia alle quardie L’arrestate, è dessa.
ron. E tardi: all’ultim’ora ella si appressa.
RAI: k falso!
LIA (Zevando èl capo) Falso! Costui che vuole,
Che false dice le altrui parole ?
RAI Io?
Lia Nathan! Progenie sei di Caino!!
D'un tuo fratello tu se’ assassino!!!
TUTTI 4 Raim. mormor.} Nathan! Caino!... Nathan !
BAL, Menzogna! i
Tal donna è pazza, delira o sogna.
ria = Nathanè questi (a dul con voce sicura)
rai. (a Lia tremando) "Tu menti!
zIA (con voce tonante) E ver,
Infame appostata !
rai. (cavando un coltello) NÒò, vuoi tacer?
Del cieco Adamo egual fia la tua sorte!
(fa per precipitarsi su Lia ma viene fermato da Rodolfo)
ria Dunque da te quel vecchio ebbe la morte?
Udiste? Hi confessò!
vutti Orror! orror! eil fulmine accusò!
BERN. (Mai quel suo grugno a genio non mi andò)
LIA Una donna morente, o vil ti grida
Apostata omicida...
E fa giustizia...
Oimb!...
TUTTI Vacilla 1...
ron. (desolatissimo) Muor!...
59 LIA è
—-_-iitir AO
LIA La mia vendetta faccia il Signor.
(Kodolfo va a sostenerla reggendola fra le braccia)
Sovra il tuo sen qual estasi
Quale insperato bene !
Qual per divin miracolo
Cessano le mie pene...
Oh, no... dalle tue braccia,
MI svincola, mi scaccia. (a forza lascia Rod. e ricade)
ROD. O Lia!
LIA Qual luce eterea
Colora quelle nubi!
Sull’arpe d’oro inneggiano
Festevoli i Cherubi...
TUTTI Qual chiarore improvviso?
S'è aperto il paradiso!
LIA (@ndic. il cielo) Nessun là, soffre insulto
Per causa del suo culto...
Là tutti, sono eletti...
E tutti benedetti...
TUTTI Ell'è una santa!
ROD. K martire!
PARR. —Diola raccogli in ciel. ;
MAD. Dove del pari i cristiani ascendono
Ki figli d’Israel!
LIA Ok della terra il murmore
\ A me d’intorno cessa...
Io vado... col mio popolo..
Alla terra promessa...
Addio! (fatti alcuni pussi cade morta)
Ron. (andando a toccarla) Fatta è di gel.
PARR. — Dio la raccogli in ciel.
Rodolfo si china sul cadavere di Lia piangente. Nathan con riso convulso 08-
serva fra le guardie. Maddalena si getta nelle braccia di Lorenzo ; Geltru-
de e Bernardo indicano ai paesani Nathan, edil Parroco stende le mani
implorando dal Cielo la benedizione sopra Lia. - Cala il sipario a lento.
BIANI
È
L'Je pig VARA
BAI